Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia - Anno 2019

Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia – Anno 2019

Una relazione sui controlli ufficiali degli alimenti e delle bevande, che hanno lo scopo di verificare e garantire la conformità dei prodotti alle disposizioni volte a prevenire i rischi per la salute pubblica.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha inviato al Parlamento il 29 dicembre 2020 la relazione Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia, anno 2019.
Si tratta di una relazione sui controlli ufficiali degli alimenti e delle bevande, che hanno lo scopo di verificare e garantire la conformità dei prodotti alle disposizioni volte a prevenire i rischi per la salute pubblica, a proteggere gli interessi dei consumatori e assicurare la lealtà delle transazioni commerciali. I controlli ufficiali sono eseguiti in qualsiasi fase della produzione, della trasformazione, della distribuzione, del magazzinaggio, del trasporto, del commercio e della somministrazione.

I dati principali relativi all’anno 2019

Ecco i dati principali dei controlli 2019, che riguardano sia i prodotti alimentari, indipendentemente da origine e provenienza, destinati ad essere commercializzati sul territorio nazionale, che quelli destinati a essere spediti in un altro Stato dell’Unione europea oppure esportati in uno Stato terzo:

  • Nel 2019 sono stati prelevati 45.550 campioni tra prodotti alimentari, bevande e Materiali e Oggetti destinati a venire a Contatto con gli Alimenti (MOCA) su cui sono state effettuate 126.590 analisi, con una media di circa 2,8 ricerche analitiche per campione.
Percentuali dei controlli analitici sulle macro categorie dei prodotti alimentari

 

  • in particolare, i campioni di MOCA prelevati sono stati 998, su cui sono state eseguite 3605 analisi. Il seguente grafico illustra la distribuzione delle analisi per categoria di MOCA. La percentuale maggiore di determinazioni analitiche è stata effettuata sugli utensili per la tavola e la cucina (50,2%) e sui contenitori impiegati per la conservazione/lavorazione domestica di alimenti (27,8):

 

  • Dei 126.590 controlli analitici effettuati è risultato irregolare circa lo 0,73% delle analisi. La classe di analista maggiormente responsabile delle non conformità (con il 90 %) è quella dei microorganismi.
  • In generale, le non conformità si concentrano prevalentemente nei prodotti di origine animale (91,3%) e sono principalmente di tipo microbiologico; nel seguente grafico sono rappresentati i 691 esiti non conformi (per un totale di 643 campioni) riscontrati tra alimenti di origine animale, per ogni categoria di alimento indicata:
Distribuzione degli esiti non conformi tra le diverse categorie di prodotti di origine animale

 

  • Anche per i prodotti di origine vegetale, la principale causa di non conformità è rappresentata dai microrganismi (86,5%). Il seguente grafico rappresenta la distribuzione dei 52 esiti non conformi (per un totale di 48 campioni) nelle categorie dei prodotti di origine vegetale:
Distribuzione degli esiti non conformi tra le diverse categorie di prodotti di origine vegetale

 

  • Anche relativamente ai 167 esiti non conformi (riferiti a 153 campioni) riscontrati per la tipologia “Altri alimenti”, la maggior parte di essi (circa il 93%) è riferibile alla presenza di micro organismi. Tutti gli esiti non conformi sono da riferire ad alimenti compositi e preparati appartenenti alle diverse categorie.
  • Per quanto riguarda i MOCA, sono stati riscontrati 14 esiti non conformi, dovuti prevalentemente a rilascio di elementi chimici (cromo, piombo e cadmio) da utensili, contenitori e recipienti per uso domestico. L’altro tipo di non conformità riscontrata riguarda invece i contaminanti organici.
  • I Servizi Igiene degli alimenti e nutrizione ed i Servizi veterinari dei Dipartimenti di prevenzione delle ASL, hanno ispezionato complessivamente 147.769 stabilimenti dei quali 35.471 hanno mostrato infrazioni durante le ispezioni (pari al 24%); complessivamente sono state effettuate 427.853 ispezioni.

 

Ancora, è interessante come nella relazione siano state prese in considerazione anche le notifiche RASFF, in particolare quelle riguardanti le non conformità riscontrate nei prodotti di origine italiana: il maggior numero di notifiche ha riguardato i molluschi bivalvi (25), carne (escluso il pollame) (24) e cereali e derivati (20).

Notifiche RASFF riguardanti i prodotti di origine italiana – anno 2019

 

 Il maggior numero di irregolarità è dovuto a contaminazioni microbiologiche (57), corpi estranei (20) ed allergeni non dichiarati in etichetta (18). Tra i contaminanti microbiologici, il maggior numero di notifiche ha riguardato Escherichia coli, Listeria monocytogenes e salmonelle.

Per un maggiore approfondimento: Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia – Anno 2019

Fonte: Ministero della Salute

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