La Sugar Tax in Italia: impatti, critiche e prospettive future

La sugar tax, prevista dal 1° luglio 2024 in Italia, mira a ridurre il consumo di bevande zuccherate migliorando la salute pubblica e generando entrate fiscali, ma solleva critiche per l’impatto regressivo.

La sugar tax (tassa sulle bevande zuccherate), è una misura fiscale introdotta da diversi paesi con l’obiettivo di ridurre il consumo di zuccheri aggiunti nelle bevande e promuovere comportamenti alimentari più sani. Questa tassa si applica solitamente alle bevande zuccherate, inclusi soft drink, succhi di frutta con zucchero aggiunto e altre bevande dolcificate artificialmente. In Italia, la sugar tax è al centro di dibattiti e sviluppi normativi recenti, con l’introduzione prevista dal 1° luglio 2025.

 

La sugar tax nasce con vari obiettivi:

Salute Pubblica: Ridurre l’incidenza di malattie croniche come obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari, che sono fortemente correlate al consumo eccessivo di zuccheri.

Economici: Generare entrate fiscali che possono essere reinvestite in programmi di salute pubblica e educazione nutrizionale.

Comportamentali: Incentivare i produttori a ridurre il contenuto di zucchero nei loro prodotti e i consumatori a scegliere alternative più salutari.

 

Implementazione della Sugar Tax in Italia

Da luglio 2025, con ogni probabilità, le bevande zuccherate e analcoliche inizieranno a costare di più a causa dell’introduzione della sugar tax. Questa misura è stata inserita con alcuni emendamenti alla legge di Bilancio del 2020, approvata a dicembre 2019 dal governo Conte II con Roberto Gualtieri ministro dell’Economia. Si tratta di un’imposta sul consumo delle bevande analcoliche edulcorate, ossia quelle bevande che contengono edulcoranti naturali o sintetici utilizzati per dare il sapore dolce, come cola, limonate, aranciate, tè e cedrate.

 

La tassa si applica alle bibite che rientrano nelle categorie “NC 2009 e 2202 della nomenclatura combinata dell’Unione europea” e ha un titolo alcolometrico inferiore o uguale a 1,2% in volume. Inizialmente, l’aliquota prevista era di dieci euro per ettolitro (dieci centesimi di euro per litro) e, per i prodotti da diluire, di 0,25 euro per kg. Tuttavia, con l’emendamento introdotto dal governo, l’aliquota è stata dimezzata a cinque centesimi per litro per il periodo dal 2024 al 2026, tornando al valore originale dopo due anni.

 

Impatti Economici e Sanitari

Gli effetti della sugar tax possono essere valutati su due principali fronti: economico e sanitario.

 

Economici:

Aumento dei Prezzi: L’applicazione della tassa si traduce generalmente in un aumento del prezzo al consumo delle bevande zuccherate, riducendone la domanda.

Entrate Fiscali: Generazione di entrate che possono essere destinate a programmi di salute pubblica, riducendo il carico finanziario sul sistema sanitario nazionale.

Sanitari:

Riduzione del Consumo di Zucchero: Studi hanno dimostrato una diminuzione significativa del consumo di bevande zuccherate post-implementazione della tassa. Ad esempio, in Messico, il consumo è diminuito di circa il 7.6% nel primo anno.

Effetti Positivi sulla Salute: Riduzione dell’incidenza di malattie legate al consumo eccessivo di zucchero, come obesità e diabete.

 

Critiche e Sfide

Nonostante i benefici, la sugar tax non è esente da critiche e sfide:

Regressività: Alcuni critici sostengono che la tassa colpisce maggiormente le fasce di popolazione a basso reddito, che tendono a consumare più bevande zuccherate.

Efficacia a Lungo Termine: La sostenibilità degli effetti della tassa nel lungo periodo è ancora oggetto di studio, con alcuni suggerimenti che potrebbero verificarsi adattamenti nei comportamenti dei consumatori.

Alternative al Consumo: Potrebbe verificarsi uno spostamento verso altre fonti di zucchero o calorie, se non accompagnata da una robusta educazione alimentare.

 

 

In conclusione

La sugar tax rappresenta uno strumento potente nel combattere l’epidemia globale di malattie legate al consumo eccessivo di zucchero. Sebbene presenti sfide e critiche, l’evidenza finora suggerisce che può portare a significativi miglioramenti in termini di salute pubblica e generazione di entrate fiscali. Un approccio integrato che combini la tassazione con programmi di educazione alimentare e incentivi per l’industria alimentare potrebbe massimizzare i benefici e minimizzare le criticità di questa politica.

 

 

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