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In ogni startup ci sono le idee e l’energia imprenditoriale giusta per far ripartire l’economia. A tre anni dalla sua prima intervista a Macchine Alimentari (settembre 2009) Alfredo Gris racconta come è riuscito a realizzare il suo “sogno nel cassetto”: fondare con due colleghi una società di consulenza davvero innovativa.

Un team che fa la differenza

I “veri” imprenditori introducono nuovi prodotti e servizi, sfruttano le innovazioni tecnologiche, aprono i mercati, cambiano l’organizzazione della produzione. Nascono così idee del tutto inedite come il dosso stradale che recupera l’energia cinetica delle auto in transito e la trasforma in elettricità da immettere in rete o utilizzare in loco; i materiali nano-strutturati per l’industria dei polimeri; l’ ottimizzazione della distribuzione del calore in un piano di cottura o un nuovo modo di fare consulenza. In ogni startup ci sono le idee e l’energia imprenditoriale potenzialmente in grado di far ripartire l’economia. Ne sono persuasi Erika Daniel, Massimo Scuccato e Alfredo Gris, i tre tecnologi alimentari che hanno da dato vita ad Almater, una società di consulenza giovane, dinamica ed innovativa. Condividono la convinzione che lo sviluppo non possa più passare attraverso un’infinita crescita del consumo di prodotti e risorse, ma che sia indispensabile un uso intelligente di scienza e tecnologia per produrre meglio ed in modo più sostenibile e per concepire prodotti e servizi che oggi non esistono, ma che potrebbero farci vivere meglio.

Il nuovo modo di fare consulenza

Almater è stata inaugurata il 26 ottobre 2012, di cosa si occupa?

“Di consulenza a tutto tondo per l’industria alimentare. Nonostante il settore sia tra i più regolamentati, la legislazione in materia è in costante evoluzione e le nuove disposizioni influiscono su processi e costi di produzione. Le grandi realtà industriali hanno le risorse per affrontare tali situazioni, mentre per mantenere una corretta gestione della produttività, le piccole e medie aziende devono spesso appoggiarsi a consulenti che conoscano a fondo la materia e che operino come “facilitatori” per l’applicazione delle norme e per l’ottimizzazione dei processi produttivi e distributivi. Rispondiamo a questi bisogni.”

Quali erano le vostre precedenti esperienze lavorative?

“Dopo la laurea in Scienze e tecnologie alimentari Erika e Massimo avevano optato per la libera professione, lavorando in ambito Assicurazione e Controllo Qualità, implementazione di certificazioni volontarie e formandosi come auditor di parte terza. Il mio percorso è stato un po’ diverso, ho lavorato a lungo in azienda occupando posizioni di rilievo nell’assicurazione qualità, produzione ed operation in diverse affermate realtà alimentari.”

Come vi siete incontrati?

“Abbiamo tutti studiato all’Università di Udine. Massimo era assistente presso il Dipartimento di chimica; con Erika ho frequentato alcuni corsi e sostenuto l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione.”

Come’ è nata l’idea di collaborare per dare vita ad Almater?

“Terminati gli studi nonostante i percorsi differenti, ci incontravamo agli eventi formativi organizzati dall’Ordine dei tecnologi alimentari del Veneto. Quando ho dovuto portare alla certificare l’azienda per cui lavoravo ho pensato che Erika potesse essere la consulente di cui avevamo bisogno. Ci siamo confrontati a lungo su idee e prospettive rendendoci conto di avere la stessa visione; abbiamo coinvolto Massimo ed unito le nostre “abilità” per fare un salto di qualità e per poter rispondere in modo organico alle molteplici esigenze delle aziende.”

 

Come impostare una startup

Per l’avviamento avete chiesto un aiuto esterno?

“Non è stato facile concretizzare quanto avevamo in mente. Ci siamo subito scontrati con la burocrazia e la legislazione, ossia con la mancanza di contributi per le nuove imprese, l’impossibilità di costituire una “Srl professionale”, soluzione per cui avremmo volentieri optato ma non realizzabile in assenza dei Decreti attuativi. Altri ostacoli rilevanti sono stati i tempi ed i costi di avviamento. Abbiamo avuto degli ottimi “tutor”: un valido commercialista che ha seguito studio e realizzazione della forma giuridica ed un’agenzia che ha costruito il brand ed organizzato l’evento inaugurale. Massimo aveva un ufficio a Cittadella in provincia di Padova; è diventato la nostra sede.”

Quali sfide avete vinto in questi pochi mesi?

“La vera sfida è stata fare percepire con chiarezza i nostri quattro valori fondanti: professionalità, serietà, etica e sostenibilità. É facile comunicare questi principi quando si hanno già una certa credibilità ed un parco clienti consolidato, meno facile quando si è una startup. Se un cliente soddisfatto ci propone ad altre realtà sappiamo di aver vinto la sfida.”

 

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Pubblicato su MACCHINE ALIMENTARI

 

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