Report WOAH: è in calo l'uso mondiale di antibiotici negli animali

Report WOAH: è in calo l’uso mondiale di antibiotici negli animali

Secondo il sesto report annuale dell’OMA, l’utilizzo di antibiotici negli animali è calato del 27% tra il 2016 e il 2018.

Dal 2015, l’Organizzazione mondiale per la salute animale (OMA) (World Organisation for Animal Health – WOAH, fondata come OIE) monitora l’uso degli antimicrobici negli animali, una delle minacce più urgenti per la salute globale.

Ogni anno, l’Organizzazione pubblica un rapporto sulle tendenze globali e regionali. La quantità di antimicrobici viene analizzata in relazione alla biomassa animale (mg di antimicrobici/ kg di biomassa animale), in modo da confrontare facilmente i dati derivanti da settori diversi. Attraverso questi report annuali, l’OMA evidenzia non solo i dati quantitativi riportati per i Paesi partecipanti attualmente in grado di fornirli, ma fornisce anche l’attuale situazione della governance degli antimicrobici veterinari in tutto il mondo e gli ostacoli alla raccolta di dati quantitativi.

Il sesto rapporto annuale, pubblicato nel 2022,  raccoglie i dati di 157 Paesi (Figura 1) ed evidenzia l’andamento dell’uso degli antimicrobici nel settore della salute animale. L’andamento, che conferma quanto riportato anche nel report precedente, è in discesa e questo risulta essere un ottimo risultato per la sicurezza alimentare e la tutela del consumatore: tra il 2016 (120,41 mg/Kg) e il 2018 (87,58 mg/Kg) c’è stata una diminuzione del 27 %.

Figura 1: Numero di Paesi che hanno risposto all’indagine dell’ OMA nella sesta edizione di raccolta dati, per regione dell’ OMA

Secondo le stime, nel 2018 sono state utilizzate negli animali tra le 69.455 e le 76.704 tonnellate di agenti antimicrobici. In base ai dati forniti da 109 pauesi, l’agente più utilizzato sono state, in ordine, le tetracicline (40,5% del totale) e le penicilline (14,1% del totale) (Figura 2).

Figura 2: Percentuale di classi di antimicrobici segnalate per l’uso negli animali da 109 Paesi nel 2018

Considerando solo gli animali da reddito terrestri, in base ai dati forniti da 37 paesi, le sostanze più utilizzate restano, in ordine, le penicilline (21,1% del totale) e le tetracicline (19,4% del totale) (Figura 3).

Figura 3: Proporzione delle classi antimicrobiche degli animali da produzione alimentare terrestri secondo quanto riportato da 37 Paesi nel 2018

Considerando invece gli animali provenienti dall’acquacoltura, in base ai dati forniti da 13 paesi, abbiamo tra le sostanze più utilizzate gli amfenicoli (VCIA – antibiotici veterinari di importanza critica), seguiti dalle tetracicline (Figura 4).

Figura 4: Proporzione delle classi antimicrobiche degli animali da reddito da acquacoltura secondo quanto riportato da 13 Paesi nel 2018

Altro dato importante discusso nel report riguarda l’utilizzo di antimicrobici per promuovere la crescita degli animali: nel 2020 questa pratica non viene più utilizzata dal 69% dei Paesi coinvolti, dal 25 % viene utilizzata, mentre nel 6% dei Paesi l’utilizzo è sconosciuto (Figura 5).

Figura 5: Numero di Paesi che utilizzano agenti antimicrobici per la promozione della crescita negli animali nel 2020, su 157 Paesi rispondenti, per regione dell’OMA

Grazie a questo lavoro, l’OMA sostiene i suoi membri nello sviluppo di politiche sull’uso degli antibiotici in animali da reddito e fornisce raccomandazioni per eliminare in maniera graduale l’utilizzo di antibiotici come promotori di crescita.

 

 

Per un maggiore approfondimento: Report OMA

Fonte: WOAH

 

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