Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia – relazione dati 2016

La relazione di Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia descrive i risultati ottenuti dalle attività di vigilanza e di controllo degli alimenti e delle bevande in Italia ed è pubblicata annualmente dal Ministero della Salute.

Il Ministero della Salute ha trasmesso a Camera e Senato la relazione di Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia relativa ai dati del 2016.

Il controllo ufficiale degli alimenti e delle bevande ha la finalità di verificare la conformità dei prodotti alle disposizioni dirette a prevenire i rischi per la salute pubblica, a proteggere gli interessi dei consumatori ed assicurare la lealtà delle transazioni.

Il controllo riguarda sia i prodotti italiani, o di altra provenienza, destinati ad essere commercializzati sul territorio nazionale, che quelli destinati ad essere spediti in un altro Stato dell’Unione europea oppure esportati in uno Stato terzo.

Sono eseguiti in qualsiasi fase della produzione, della trasformazione, della distribuzione, del magazzinaggio, del trasporto, del commercio e della somministrazione.

I Laboratori del controllo ufficiale hanno effettuato, su 39.944 campioni prelevati, complessivamente 98.995 analisi, riscontrando 931 non conformità, il 2% in più rispetto  al 2015 mentre il numero di campioni analizzati è diminuito. Dato probabilmente attribuibile ad una maggiore appropriatezza dei piani di controllo ufficiale nell’individuare i settori e le matrici che possono essere maggiormente a rischio.
Sono state effettuate complessivamente 417.496 ispezioni.
Il 72,25% delle analisi effettuate ha riguardato la ricerca di microrganismi sia patogeni che indicatori di igiene dei processi di lavorazione.
Sul totale delle irregolarità microbiologiche la percentuale più alta si è registrata per il genere Salmonella (33,5%), seguito da L. monocytogenes (21, 41%) ed E. coli (14,73%), incluso il gruppo degli E. coli STEC.
Il maggior numero di non conformità risulta essere di natura microbiologica, riscontrabili principalmente su campioni di carne e latte.

Per ovviare alla disomogeneità di alcuni dati e alla mancanza di uniformità dei controlli ufficiali svolti nelle varie Regioni, emerso anche in quest’ultima relazione, da quest’anno ispezioni e invio dei relativi risultati dovranno seguire le “Linee guida per i controlli ufficiali ai sensi dei Regolamenti C.E. 882/04 e 854/04” del 10 dicembre 2016.

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