Proposta di inserire in etichetta il limite per proteine allergeniche

Proposta di inserire in etichetta il limite per proteine allergeniche

Dichiarazione volontaria di tracce di allergeni in alimenti trasformati: un primo passo per un paziente più informato.

Le allergie alimentari sono sempre più diffuse nella popolazione mondiale, stimando che ogni 100 persone 5 soffrano di problematiche allergeniche.

Ad oggi, nell’Unione Europea è obbligatorio indicare in etichettata i 14 allergeni principali utilizzati come materie prime nei prodotti alimentari, però non esiste una definizione legale per i potenziali contaminanti e, a parte per solfiti e glutine, non sono fissati dei limiti. Spesso la formula “può contenere tracce di” risulta essere poco soddisfacente per i consumatori che cercano informazioni precise sulla quantità presente nel prodotto.

In fase di discussione tra tecnologi e industrie alimentari è stato suggerito di introdurre un’indicazione volontaria in etichetta che dichiari che i contaminanti siano sotto una determinata concentrazione di proteine. La soglia proposta è di 0,5 mg di proteine per 100 g di cibo, ovvero la concentrazione nota per essere al di sotto della maggior parte dei consumatori allergici.

La rivista ufficiale dell’European Academy of Allergy and Clinical Immunology, Allergy, ha studiato la fatalità della soglia per i pazienti altamente allergici e ne parla nel Position Paper pubblicato il 6 novembre 2021.

Le ricerche degli studiosi ne hanno concluso che non sono state riscontrate reazioni mortali per pazienti allergici ingerendo una quantità di proteina al di sotto della soglia prestabilita di 5 mg. Viene sottolineato che la soglia elicitante è individuale per ogni individuo, però nella maggior parte dei pazienti la reazione allergica non si manifesta con livelli inferiori ai 5 mg di proteine. Nell’articolo affermano che per queste persone sarebbe utile sapere che la contaminazione con gli allergeni non supera il livello critico di 5 mg, per maggiore sicurezza viene proposto di non superare i 5 mg su kg di allergene contaminante negli alimenti trasformati.

In conclusione, la proposta è di indicare in etichetta come indicazione volontaria che l’alimento in questione può contenere tracce di allergeni in concentrazioni inferiori a 0,5 mg per 100 g di prodotto.

 

Per un maggiore approfondimento: articolo completo della rivista Allergy

Vuoi leggere il nostro precedente articolo relativo agli allergeni e la cross contamination? Clicca qui

 

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