Osservatorio Immagino GS1 Italy: cosa raccontano le etichette sui consumi degli italiani

Osservatorio Immagino GS1 Italy: cosa raccontano le etichette sui consumi degli italiani

Tra i principali temi della decima edizione dell’Osservatorio Immagino 2021-2 troviamo l’italianità e prodotti “free from”.

L’Osservatorio Immagino (Oi), realizzato da GS1 Italy in collaborazione con Nielsen, ogni 6 mesi racconta le preferenze degli italiani, incrociando le informazioni riportate sulle etichette di migliaia di prodotti, compresi numerosi prodotti alimentari, con le rilevazioni di Nielsen su venduto, consumo e utilizzo dei media.

Questa edizione riporta l’elaborazione di dati relativi a oltre 125 mila prodotti, tra cui 75.454 prodotti alimentari, digitalizzati nell’anno 2021 fino al mese di giugno 2021.

Per valutare il profilo nutrizionale degli alimenti consumati quotidianamente dagli italiani, l’Oi utilizza il metaprodotto Immagino, un indicatore statistico calcolato in base ai nutrienti presenti nella tabella nutrizionale e alle vendite dei prodotti alimentari studiati. Negli ultimi 12 mesi monitorati, fino a giugno 2021, è stata soprattutto notato un aumento della quantità di fibre (+0,8% verso il -1,0% dell’anno precedente) e un calo della quantità di carboidrati (soprattutto di zuccheri), dovuto alla diminuzione degli acquisti di prodotti come farina, pasta di semola, zucchero, biscotti, creme spalmabili dolci, confetture, riso, latte fresco, torte pronte e aranciata (Immagine 1).

Figura 1: Informazioni relative alle tabelle nutrizionali di 75.454 prodotti alimentari; il contenuto di fibre è definito su 46.380 prodotti

Sono state inoltre monitorate, da giugno 2020 a giugno 2021, le etichette di prodotti alimentari riportanti i claim “prodotto in Italia”, “made in Italy”, “100% italiano”, “solo ingredienti italiani”, la “bandiera italiana”, il nome della regione di riferimento e le indicazioni geografiche europee (come IGP, DOP, DOCG e DOC). I risultati hanno visto un aumento del + 1,8% negli ultimi 12 mesi per quanto riguarda i prodotti che riportano al concetto di “italianità”, rappresentando il 26,9% del sell-out del paniere alimentare dell’Oi: la bandiera italiana è stata il segnale di italianità principale (Figura 2), con un aumento del + 0,2%. Tra i prodotti più venduti con questo claim in etichetta troviamo, ad esempio, pizze surgelate, arrosti affettati, estrusi e bevande a base di thè.

Il paniere con il migliore andamento, nonostante sia relativamente piccolo, è stato quello delle indicazioni geografiche europee DOP-DOC e DOCG, che ha visto un aumento del + 11,5 % rispetto all’anno precedente, con le DOCG che hanno avuto un aumento del + 17,1%, in particolare grazie alla vendita di prosecco, vini e spumanti classici (Figura 2).

Figura 2: Numeri dell’italianità

Anche i prodotti alimentari che hanno precisato in etichetta la loro regione di provenienza hanno visto un aumento delle vendite rispetto all’anno precedente (+ 5,4%). In particolare, la regione con il giro d’affari maggiore è stata il Trentino-Alto Adige, seguito da Sicilia e Piemonte, mentre le regioni con il tasso di crescita maggiore rispetto all’anno precedente sono state, in ordine, Lazio, Puglia e Veneto.

Ottimi risultati anche per i claim legati all’assenza di determinati elementi. Di seguito i “free from” con le crescite migliori (Figura 3):

  • senza conservanti” (+ 18,4% rispetto all’anno precedente), soprattutto per prodotti quali pesce surgelato, uova e arrosti affettati;
  • non fritto” (aumento annuale del + 16,5%), in particolare per categorie come i fuoripasto salati e gli estrusi;
  • poche calorie” (+ 11,5% annuale), in particolare per bevande energetiche, confetture e integratori;
  • pochi zuccheri” e “senza zuccheri aggiunti” (rispettivamente + 7% e + 7,6%).

In crescita troviamo inoltre i claim “senza additivi”, “senza glutammato “e “senza aspartame” (Figura 3).

Figura 3: Numeri dei claim “free from”

Infine, riportiamo di seguito, altri claim che hanno ottenuto, secondo l’Oi-2, buoni risultati, portando all’aumento delle vendite dei prodotti correlati:

  • Tra gli alimenti “ricchi in” abbiamo quelli dove è indicata la presenza di fibre, zinco, magnesio, proteine, vitamine, omega-3 o fermenti lattici;
  • Tra gli alimenti adatti a persone con intolleranze, i più diffusi sono quelli riportanti il claim o il logo del “senza glutine” e il claim “senza lattosio”;
  • Bene anche per i prodotti alimentari riportanti i claim “veg” e “vegetariano
  • Ottimi risultati per i “superfrutti” come le mandorle, i mirtilli, il cocco e soprattutto l’avocado e, tra i cereali, per l’avena;
  • Molto successo hanno avuto anche i claim inerenti alla presenza di semi, soprattutto quelli di zucca, lino, chia, sesamo e, al primo posto, canapa;
  • Tra le spezie, gli unici prodotti con trend crescente sono stati quelli con claim legati alla presenza di cannella;
  • Un successo, poi, per i claim “açai”, “matcha” e soprattutto “spirulina” (quest’ultimo ha avuto un aumento del +63,2% del giro d’affari);
  • Molto bene per claim legati a determinati metodi di lavorazione, e in particolare per birra “non filtrata”, prodotti “lavorati a mano”, alimenti sottoposti ad “affumicatura” e prodotti con lavorazione “artigianale”;
  • Infine, tra i claim che richiamano la consistenza dell’alimento in etichetta, i più venduti sono stati “croccante”, e “morbido”.

Per un approfondimento sui risultati della X edizione dell’ Osservatorio Immagino: Oi – 2

Fonte: GS1 Italy

 

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