Obbligo del tappo antirabbocco per gli olii di oliva vergini proposti nei pubblici esercizi

La legge 161/2014 stabilisce che, a partire dal 25 novembre 2014, i pubblici esercizi devono servire olio d’oliva vergine ed extra vergine in bottiglie con tappo antirabbocco.

L’articolo 18, comma 1 c) della legge 161/2014 stabilisce che a partire dal 25 novembre 2014, i ristoranti, i bar e i pubblici esercizi devono presentare in tavola solo bottiglie d’olio d’oliva vergine ed extra vergine con tappo antirabbocco. Questa disposizione mira a garantire la qualità e l’integrità degli oli di oliva proposti nei pubblici esercizi.

La legge richiede che gli oli di oliva vergini siano presentati in contenitori etichettati conformemente alla normativa vigente. Inoltre, tali contenitori devono essere forniti di un idoneo dispositivo di chiusura che impedisca la modifica del contenuto senza l’apertura o l’alterazione della confezione. Inoltre, è richiesto un sistema di protezione che impedisca il riutilizzo della bottiglia dopo l’esaurimento del contenuto originale indicato sull’etichetta.

È importante notare che la legge non prevede un periodo di adeguamento, nemmeno per l’esaurimento delle scorte in magazzino. Pertanto, si consiglia agli operatori del settore di conformarsi immediatamente a tali disposizioni per evitare possibili sanzioni.

In sintesi, secondo questa normativa, i pubblici esercizi devono servire olio d’oliva vergine ed extra vergine in bottiglie con tappo antirabbocco, rispettando specifiche regole di etichettatura e chiusura, e evitare il riutilizzo delle bottiglie dopo l’esaurimento del contenuto indicato sull’etichetta.

 

Aggiornamento

La legge 161/2014, imponendo l’uso del “tappo antirabbocco” nelle bottiglie di olio d’oliva nei pubblici esercizi, è stata chiarita dal MIPAAF con la Circolare del 15/12/2014.

Secondo questa circolare, il dispositivo di chiusura deve impedire un nuovo riempimento della confezione e qualsiasi modifica del contenuto. Inoltre, deve essere saldamente vincolato al collo della bottiglia o al recipiente, con l’impossibilità di asportazione senza mostrare segni evidenti di alterazione.

Si sottolinea che l’uso di confezioni “monodose” esenta dall’obbligo del tappo antirabbocco, poiché, una volta aperte, vengono utilizzate integralmente durante il pasto e rimangono comunque aperte o alterate. La conformità a tali specifiche è essenziale per evitare sanzioni in conformità alla legge.

 

 

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Un commento a “Obbligo del tappo antirabbocco per gli olii di oliva vergini proposti nei pubblici esercizi

  1. Alfredo Gris
    24 Dicembre 2014

    Il MIPAAF, con Circolare del 15/12/2014, chiarisce che la previsione del “tappo antirabbocco”, come comunemente viene definito il dispositivo di chiusura, da utilizzare per gli oli di oliva vergini ed extravergini proposti nei pubblici esercizi per usi diversi da quelli di cucina e di preparazione dei pasti, debba essenzialmente presentare due caratteristiche:
    a) impedire un nuovo riempimento della confezione e comunque una modifica del contenuto della stessa;
    b) risultare saldamente vincolato al collo della bottiglia o in generale al recipiente, in modo tale da non essere possibile la sua asportazione con una mero intervento manuale ovvero senza mostrare, in caso di avvenuta effrazione, l’alterazione del dispositivo dosatore e/o degli elementi che lo rendono solidale con il secondo contenitore, ovvero segni evidenti della manomissione, facilmente rilevabili all’esame visivo del controllore o dell’utilizzatore.
    Infine, si ritiene utile chiarire che l’eventuale utilizzo di confezioni “monodose” assolve all’obbligo di legge anche se le stesse non impiegano tappi antirabbocco, in quanto una volta aperte vengono utilizzate integralmente durante il pasto e la confezione rimane comunque aperta o alterata.

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