Novel foods: la riforma del quadro regolatorio europeo

[quote align=”center”]Pubblichiamo un interessante articolo dell’Avv. Daniele Pisanello come primo commento al Regolamento (UE) 2015/2283 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativo ai nuovi alimenti che abroga, sostituendolo, il regolamento (CE) n. 258/97.[/quote] L’anno appena trascorso porta in dote la revisione della disciplina UE (unionista) in tema di nuovi alimenti: il Regolamento … Continued

[quote align=”center”]Pubblichiamo un interessante articolo dell’Avv. Daniele Pisanello come primo commento al Regolamento (UE) 2015/2283 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativo ai nuovi alimenti che abroga, sostituendolo, il regolamento (CE) n. 258/97.[/quote]

L’anno appena trascorso porta in dote la revisione della disciplina UE (unionista) in tema di nuovi alimenti: il Regolamento (UE) 2015/2283 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativo ai nuovi alimenti infatti abroga, sostituendolo, il regolamento (CE) n. 258/97.

A distanza di quasi otto anni dalla prima proposta della Commissione, il quadro regolatorio unionista in materia di nuovi alimenti viene significativamente modificato: nuova procedura di autorizzazione centralizzata a livello UE; migliore definizione del campo di applicazione; nuove disposizioni su nano-ingredienti; chiarimento, sia pur provvisorio, in tema di alimenti da animali clonati; apertura sul fronte dell’entomofagia e snellimento delle procedure di accesso sul mercato dei prodotti tradizionali di paesi terzi.

NOVEL FOODS: IL QUADRO INTERNAZIONALE E LA DISCIPLINA EUROPEA VIGENTE

Il cibo è un tratto essenziale di ogni società ed è pacifico che esso muti insieme a quest’ultima; come è stato osservato da uno storico dell’alimentazione, i valori portanti dell’esperienza alimentare sono l’esito e rappresentazione di processi culturali che prevedono l’addomesticamento, la trasformazione, la reinterpretazione della natura. Eppure, concetti come naturalità e tradizione esercitano sul consumatore moderno una attrazione spesso esacerbata, foriera di percezioni distorte e casi parossistici come esempi di invenzione della tradizione.

Nel corso della seconda metà degli anni novanta, forse anche in risposta all’incremento dei traffici dovuto all’abbattimento delle barriere tariffarie e non imposto dagli accordi del WTO (World Trade Organization), alcuni paesi hanno adottato delle discipline giuridiche specifiche per l’ingresso sul proprio territorio di alimenti non conosciuti alle tradizioni culinarie locali ovvero frutto di nuove tecnologie.

Nel panorama internazionale, coeve del Regolamento CE n. 258/1997, si segnalano le discipline adottate in Canada e Australia e Nuova Zelanda e, più recentemente (2007) in Cina. Altri ordinamenti, come India, Corea del Sud e Israele hanno elaborato progetti di legge. In tutti i casi l’intervento regolatorio ruota intorno alla regola dell’autorizzazione preventiva per l’accesso sul mercato… Leggi di più>>

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