Il metodo duo-trio

Il metodo duo-trio

Esiste una differenza tra il prodotto 1 e 2?

Stiamo parlando del Test Duo-Trio ed è un test che fa parte dei metodi Discriminanti Qualitativi usati nell’analisi sensoriale. Questa tecnica viene definita secondo la norma UNI ISO 6658/1987. Lo scopo di tale tecnica è di identificare eventuali differenze sensoriali tra un campione ed un riferimento.

Al momento dell’esecuzione del test questo campione di riferimento viene etichettato ed è riconoscibile, mentre gli altri due da confrontare sono identificati con dei codici, uno dei due è identico a R.
I campioni codificati vengono presentati ai valutatori in modo tale che non ci siano differenze; è importante che abbiano l’aspetto il più simile possibile tra loro. In poche parole, il valutatore deve trovarsi nelle condizioni di avere dei campioni di forma anonima.

Si adotta anche per questo test, come per il metodo triangolare spiegato in un altro articolo, la tecnica della “scelta forzata”. In questo caso le istruzioni per il valutatore sono: assaggiare R e poi indicare quale tra i campioni 1 e 2 è uguale a R.
Il giudice ha il 50% delle probabilità di rispondere correttamente provando a indovinare, parliamo quindi di una percentuale piuttosto alta.

Rispetto al test triangolare richiede un numero di assaggi minore ed è quindi particolarmente adatto per campioni con un gusto marcato che potrebbe portare ad un rapido affaticamento sensoriale. Questa tecnica si utilizza quando si sospetta che ci siano differenze evidenti tra i due prodotti 1 e 2.

In Almater il test Duo Trio viene spesso effettuato. Un esempio? Parliamo di gelati!
I prodotti in questione erano due gelati alla vaniglia ricoperti di cioccolato al latte. L’azienda produttrice voleva valutare se, cambiando una fase di produzione, il prodotto finale manteneva inalterate le caratteristiche organolettiche o se veniva evidenziata una differenza evidente.

Il risultato elaborato dal nostro Panel Leader in Almater ha riportato il seguente esito:

  • 17 valutatori su 20 hanno riconosciuto quale campione tra 1 e 2 era uguale al campione R di riferimento;
  • 3 valutatori su 20 non hanno risposto correttamente, quindi non sono riusciti ad individuare il campione identico a R.

L’esito finale ha definito che l’85% dei valutatori ha evidenziato delle differenze tra i prodotti 1 e 2.
In questo caso quindi, tornando alla domanda iniziale esiste una differenza tra il prodotto 1 e il prodotto 2?

La risposta è si, esiste.

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