Health & nutritional claims: pubblicato il Decreto sanzioni

[quote align=”center”]Pubblicato in GU 17 marzo 2017, n. 64 il D.Lgs 7 febbraio 2017, n. 27 “Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari”.[/quote] A più di dieci anni dall’entrata in vigore del Reg. (UE) n. 1924/2006 il … Continued

[quote align=”center”]Pubblicato in GU 17 marzo 2017, n. 64 il D.Lgs 7 febbraio 2017, n. 27 “Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari”.[/quote]

A più di dieci anni dall’entrata in vigore del Reg. (UE) n. 1924/2006 il decreto regolamenta la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni contenute nel regolamento stesso relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari fatto salvo quanto previsto dal D.Lgs 2 agosto 2007, n. 145 e dal D.Lgs 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo), relativamente alle attribuzioni dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM).

Il decreto che consta di 14 articoli prevede la competenza in via esclusiva dell’amministrazione sanitaria (Ministero della salute, le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano e le aziende sanitarie locali) mentre fino ad oggi questo è stato ambito operativo dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM).

Le sanzioni riguardano l’impiego di ‘nutrition & health claims’ non consentiti dai regolamenti europei, messa in dubbio della sicurezza nutrizionale di una dieta priva del prodotto pubblicizzato, ovvero se ne tolleri o incoraggi il consumo eccessivo, i ‘claim’ nutrizionali e salutistici non siano riferiti agli alimenti ‘pronti per essere consumati secondo le istruzioni del fabbricante‘, indicazioni generiche sulla salute, espresse in etichetta o pubblicità, non siano supportate da ‘claim’ autorizzati ai sensi del regolamento.

Le sanzioni più gravi (fino 40 mila euro), sono previste nel caso si suggerisca che ‘la salute potrebbe risultare compromessa dal mancato consumo dell’alimento’, si faccia ‘riferimento alla percentuale o all’entità della perdita di peso’, si citi il ‘parere di un singolo medico o altro operatore sanitario e altre associazioni’ mediche nazionali o di volontariato, a meno che queste ultime non siano autorizzate da apposite norme in Italia.
Ci sarà la possibilità di inibizione dallo svolgimento delle attività nel caso di reiterazione delle violazioni fino a 20 giorni.

Il decreto non riprende il criterio di proporzionalità utilizzato fin’ora nelle decisioni dell’AGCM e nemmeno i relativi considerevoli importi a favore di un abbassamento notevole delle sanzioni e generalizzazione.

Il decreto entrerà in vigore il prossimo 1° aprile 2017.

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