FRODI ALIMENTARI: tipologie, le più comuni e come prevenirle

FRODI ALIMENTARI: tipologie, le più comuni e come prevenirle

Latte, miele e spezie sono tra le materie prime più frodate. Scopri quali sono i casi più comuni e cosa fare per questo il pericolo.

Cos’è una frode alimentare?

Con frode alimentare si definisce un comportamento intenzionale di sostituzione, diluizione o aggiunta a un prodotto o una materia prima,  a scopo di guadagno economico, che va ad aumentare il valore apparente del prodotto o a ridurre il costo della sua produzione.

Categorie di frodi

A livello giuridico troviamo due tipologie di frodi alimentare:

  • Frodi commerciali: determina un profitto illecito per il venditore e causa un danno di tipo economico al consumatore; non porta necessariamente a un pericolo per la salute pubblica, anche se non è escluso che possa ledere la salute del consumatore;
  • Frodi sanitarie: rende nocivi i prodotti alimentari, creando un danno sicuro alla salute pubblica.

Le due tipologie sopra elencate si possono ulteriormente suddividere nelle seguenti categorie:

  • Adulterazione: consiste nella variazione della struttura originale di un alimento, attraverso la sostituzione di elementi dell’alimento con elementi estranei (attraverso, dunque, la sottrazione di elementi originali dell’alimenti), oppure attraverso l’aumento in termini di quantità proporzionale di componenti dell’alimento. Da frode commerciale può potenzialmente diventare sanitaria. Esempi di adulterazione sono la vendita di latte scemato come se fosse intero (sottrazione di grassi), un eccesso di crosta nel formaggio grattugiato, l’aggiunta di acqua nel latte e l’aggiunta di alcool metilico nel vino per aumentarne il grado alcolico;
  • Sofisticazione: è un’operazione che vede la sostituzione parziale di alcuni elementi con altri elementi di qualità e valore inferiori o l’aggiunta di sostanze estranee in un alimento per migliorarne l’aspetto e/o coprirne i difetti. Da frode commerciale può diventar frode sanitaria. Esempi di sofisticazione sono l’aggiunta di coloranti per ravvivare il colore degli alimenti, il trattamento della mozzarella con perossido di benzoile per renderla più bianca, l’aggiunta di additivi in quantità superiori a quelle consentite;
  • Contraffazione: prevede la sostituzione totale di una sostanza alimentare con altre di pregio inferiore e con prodotti presentati in modo tale che le loro caratteristiche macroscopiche inducano in inganno in consumatore. In sintesi, è una falsificazione di un alimento con un altro di qualità inferiore. Esempio di contraffazione è la vendita di un prodotto non D.O.P. come prodotto D.O.P.
  • Alterazione: è data dall’insieme di fenomeni, anche accidentali, che portano a importanti modifiche della genuinità, innocuità e digeribilità degli alimenti. Questi fenomeni sono spesso causati da prolungata o errata conservazione dei prodotti alimentari. Esempi di alterazione sono l’irrancidimento, la presenza di microorganismi patogeni e la perdita di freschezza.

Frodi più comuni

Diverse linee guida ci descrivono quali sono gli alimenti che maggiormente sono soggetti a frodi e le sostanze più utilizzate per adulterare tali alimenti.

La tabella seguente mostra un elenco (non esaustivo), riportato in una linea guida IFS, di materie prime che nella storia sono state oggetto di attività fraudolente più spesso di altre nella storia. Se un’azienda tratta o produce uno di questi di questi alimenti, è consigliabile prestare particolare attenzione ad essi nell’ambito della valutazione della vulnerabilità. Secondo IFS, l’assenza di misure di controllo potrebbe esporre l’azienda a frodi su questi prodotti.

Alcuni esempi delle adulterazioni più comuni sono:

  • Per l’olio di oliva
    • L’applicazione di etichette con false informazioni (es. data di scadenza, attribuzione di false caratteristiche qualitative come il fatto di essere extravergine o italiano);
    • Diluizione con altri oli di qualità inferiore;
    • Adulterazione con clorofilla per aumentarne la colorazione;
  • Per il pesce:
    • Vendita di pesce scaduto o non adatto al consumo umano;
    • Dichiarazione di origine non veritiera
  • Per la carne:
    • Dichiarazioni in etichetta di razze pregiate (es. Wagyu) o certificazioni biologiche, Halal o Kosher non veritiere;
    • Sostituzione di carne bovina con carne derivante da una specie diversa.
  • Per il latte:
    • Diluizione con acqua o sostanze chimiche non adatte al consumo umano (casi che si riscontrano soprattutto in India e Pakistan);
    • Aggiunta si sostanze come l’urea per aumentare la quantità di proteine.
  • Per cereali e derivati:
    • Errata dichiarazione di scadenza in etichetta e vendita di cereali scaduti.
  • Per il miele:
    • Aggiunta di zucchero o sciroppi;
    • Miele miscelato con miele di origine botanica diversa rispetto a quella dichiarata.
  • Per le spezie (tra le materie prime maggiormente frodate, vista soprattutto la provenienza da paesi prevalentemente extra-europei):
    • Uso di materiale vegetale di diversa origine botanica (es. foglie di olivo nell’origano, senape nel pepe);
    • Utilizzo di coloranti;

Tra le spezie maggiormente frodate troviamo, in ordine, l’origano, il pepe, il cumino e lo zafferano, e la paprika.

  • Per il vino:
    • Utilizzo false dichiarazioni di origine protetta o indicazioni sul biologico;
    • Diluizione con acqua per aumentarne il volume;
    • Utilizzo di metanolo e altri alcool per aumentare il grado alcolico.

 

Cosa fare per prevenire le frodi alimentari: il metodo Almater

Come richiesto anche dai requisiti dei sistemi GFSI, le aziende agroalimentari devono adottare un sistema che garantisca l’autenticità delle materie prime (compresi gli imballaggi primari).  Questo va fatto attraverso una procedura documentata che vada a valutare il rischio di contraffazione o frode legato alle materie prime.

Prendendo spunto dalle linee guida IFS (IFS Guideline Product Fraud Mitigation) e dal nostro metodo Almater sviluppato negli anni, per l’implementazione di una valutazione del rischio frode, possono essere prese in considerazione la probabilità di accadimento e la probabilità di rilevamento della frode. Per fare ciò:

  • Per la probabilità di accadimento valutiamo:
    • Le evidenze storiche;
    • La profittabilità nel commettere la frode;
    • La lunghezza e complessità della supply chain e l’origine geografica della materia prima;
  • Per la probabilità di rilevamento valutiamo:
    • Lo stato fisico della materia prima;
    • La complessità e costosità delle analisi da svolgere per individuare la frode;
    • La facilità di accesso all’alimento per commettere la frode;
    • L’esistenza di controlli/audit ai fornitori.

Moltiplicando tra loro la probabilità di accadimento e la probabilità di rilevamento otterremo il rischio frode (basso, medio, alto) che permetterà di capire se è necessario intraprende delle misure di controllo.

A questo proposito, in collaborazione con diverse aziende, abbiamo sviluppato negli anni  uno specifico tool che consente di valutare l’esposizione al rischio frodi di tutte le materie prime.

Sei interessato/a a una demo, contattaci scrivendo a commerciale@almater.it 

 

Fonti:

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