Frodi alimentari: indagine europea sull'autenticità di erbe e spezie

Frodi alimentari: indagine europea sull’autenticità di erbe e spezie

Nel mese di novembre 2021 la Commissione Europea ha pubblicato i risultati del primo piano di controllo coordinato per valutare l’autenticità di sei diverse erbe e spezie.

Annualmente, l’UE produce circa 100.000 tonnellate di erbe e spezie, mentre ne importa oltre tre volte questa quantità, in particolare spezie da Asia, Africa, America Latina e Caraibi; nel 2019, gli Stati membri dell’UE hanno importato circa 379.000 tonnellate di spezie da paesi extra UE (Figura 1).

Figura 1 Principali importazioni in UE di spezie da paesi extra UE nel 2019

 

A causa del clima europeo, non è possibile coltivare specie vegetali utilizzate per la produzione di spezie, ad eccezione di paprika e peperoncino essiccati; alcune erbe aromatiche, invece, sono originarie dell’Europa.

La filiera delle erbe e delle spezie è quindi globale, complessa e coinvolge molte fasi in cui possono facilmente verificarsi manipolazioni fraudolente. I fattori che possono aumentare il rischio di adulterazione includono la lunghezza della catena di approvvigionamento, la storicità legata a casi di frodi, la stagionalità e la disponibilità del prodotto, eventi meteorologici, disastri naturali, eventi culturali e geopolitici, situazione economica, applicazione della legislazione alimentare, tasso di corruzione del paese di provenienza e progresso tecnologico per mascherare le frodi.

Dato tutto ciò, e in seguito anche alle conclusioni del Consiglio del 16 dicembre 2019, che hanno invitato la Commissione europea a proseguire con piani di controllo coordinati sull’individuazione e l’indagine di frodi alimentari, è stato elaborato questo piano di controllo.

Il piano è stato lanciato dalla DG SANTE (la Direzione Generale della Salute e della Sicurezza alimentare) e realizzato da 21 Stati membri dell’UE, Svizzera e Norvegia. Per questo controllo sono state effettuate dal JRC (il Centro comune di ricerca) quasi 10.000 analisi su un totale di 1885 campioni, utilizzando una serie di tecniche analitiche all’avanguardia per valutare l’autenticità di sei diverse erbe e spezie: curcuma, cumino, origano, paprika/peperoncino, pepe, zafferano.

L’autenticità e la purezza di tali prodotti sono state valutate in base ai relativi standard ISO. Nel caso in cui un campione non fosse risultato conforme a queste disposizioni, è stato considerato sospetto di adulterazione. Inoltre, è stato utilizzato il risultato di ulteriori test mirati a specifici bio marcatori come prova di supporto.

Si tratta della prima volta in cui la Commissione e le autorità nazionali incaricate dei controlli alimentari hanno unito le loro risorse per concentrarsi sul settore delle erbe e delle spezie con l’obiettivo di proteggere i consumatori da prodotti fuorvianti e potenzialmente non sicuri.

La percentuale di campioni ritenuti a rischio di adulterazione ha visto al primo posto l’origano, con il 48% dei campioni (142 dei 295 testati) a rischio di adulterazione, attuata nella maggior parte dei casi con foglie di olivo (in 80 campioni). Seguono il pepe, con settanta (17%) dei 421 campioni testati sospettati si essere stati adulterati con materiale vegetale non dichiarato, cumino (14%), Curcuma e Zafferano (entrambi 11%) e infine paprika/peperoncino (6%) (Figura 2).

Figura 2 Percentuale di campioni di erbe e spezie trovati sospetti di adulterazione

 

Nella maggior parte dei campioni sospetti è stato rilevato materiale vegetale non dichiarato; nel 2% dei campioni di spezie analizzati sono stati trovati coloranti non autorizzati. In un campione è stato rilevato un alto livello di cromato di piombo. In due campioni di cumino, 45 di origano e quattro di pepe sono stati trovati composti del rame al di sopra del limite massimo stabilito dal regolamento (CE) n. 396/2005.

In seguito a questi risultati, la Commissione ha chiesto agli operatori del settore un piano d’azione per far fronte alla situazione che va a scapito non solo degli interessi e della salute dei consumatori, ma anche dello stesso settore delle erbe e delle spezie e degli operatori onesti. La Commissione ha inoltre sottolineato alle autorità nazionali la necessità di aumentare i controlli ufficiali, in modo da scoraggiare le pratiche fraudolente.

 

Per un maggiore approfondimento: Results of an EU wide coordinated control plan to establish the prevalence of fraudulent practices in the marketing of herbs and spices

Fonte: Commissione Europea

 

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