Etichettatura pasta e riso: pubblicati i decreti per l’obbligo di indicazione dell’origine

Pubblicato in GU n. 190 del 16 agosto 2017 il DM 26 luglio 2017 “Indicazione dell’origine in etichetta del riso” e pubblicato in GU n. 191 del 17 agosto 2017 il DM 26 luglio 2017 “Indicazione dell’origine, in etichetta, del grano duro per paste di semola di grano duro”. In nostra precedente news ci siamo occupati dei due decreti in … Continued

Pubblicato in GU n. 190 del 16 agosto 2017 il DM 26 luglio 2017 “Indicazione dell’origine in etichetta del riso e pubblicato in GU n. 191 del 17 agosto 2017 il DM 26 luglio 2017 “Indicazione dell’origine, in etichetta, del grano duro per paste di semola di grano duro.

In nostra precedente news ci siamo occupati dei due decreti in oggetto che introducono importanti novità in ambito di etichettatura del riso e della pasta.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entrano così in vigore i provvedimenti che introducono la sperimentazione per due anni del sistema di etichettatura, nel solco della norma già in vigore per i prodotti lattiero caseari.

I decreti prevedono, a partire dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, una fase di 180 giorni per l’adeguamento delle aziende al nuovo sistema e lo smaltimento delle etichette e confezioni già prodotte.

Quindi l’obbligo definitivo scatterà il 16 febbraio per il riso e il 17 febbraio per la pasta.

COSA PREVEDONO I DECRETI

GRANO/PASTA

Il decreto grano/pasta in particolare prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:
a) Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;
b) Paese di molitura: nome del paese in cui il grano è stato macinato.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.
Se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l’Italia, si potrà usare la dicitura: “Italia e altri Paesi UE e/o non UE“.

RISO

Il provvedimento prevede che sull’etichetta del riso devono essere indicati:
a) “Paese di coltivazione del riso“;
b) “Paese di lavorazione“;
c) “Paese di confezionamento“.
Se le tre fasi avvengono nello stesso Paese è possibile utilizzare la dicitura “Origine del riso: Italia“.
Anche per il riso, se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.

ORIGINE VISIBILE IN ETICHETTA

Le indicazioni sull’origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.

DECRETI IN VIGORE FINO A PIENA ATTUAZIONE REGOLAMENTO UE 1169

I decreti decadranno in caso di piena attuazione dell’articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011 che prevede i casi in cui debba essere indicato il paese d’origine o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario utilizzato nella preparazione degli alimenti, subordinandone l’applicazione all’adozione di atti di esecuzione da parte della Commissione, che ad oggi non sono stati ancora emanati.

Il nostro staff di esperti in etichettatura dei prodotti alimentari è a disposizione per l’adeguamento necessario >>

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