La correlazione tra il cibo e la felicità

La correlazione tra il cibo e la felicità

C’è correlazione tra cibo e felicità? La domanda può sembrare provocatoria o scherzosa ma nasce da reali considerazioni.

Una ricerca condotta in Germania e negli Stati Uniti ha cercato di rispondere a questa domanda: possono alcuni cibi indurre buon umore, serenità o felicità?

Sembrerebbe di sì. Ma, perché?

La ricerca è stata condotta su ampia scala da istituti di ricerca tedeschi e americani in collaborazione con una agenzia europea di delivery, lieferando.at, e guidati dallo psicologo Lee Chambers, consulente per il benessere da cui è nata l’idea per l’indagine. Chambers ritiene che il cibo contenga un potente elemento nostalgico che ci riporta a momenti molto positivi della nostra vita e ricordi di persone con le quali si condivideva il pasto.

L’esperimento è stato condotto utilizzando la scala di indagine Brief Mood Introspection Scale (BMIS), ovvero la scala dell’umore composta da 16 aggettivi correlabili alle diverse sensazioni per la valutazione dell’intensità delle emozioni positive quali felicità e vivacità. Per questo studio sono state intervistate più di 2.000 persone, andando ad analizzare le reazioni emotive in base a 11 cibi da asporto. Il primo dato che si può analizzare è la differenza della felicità percepita al momento dell’ordinazione del cibo da asporto e la percezione di felicità dopo aver mangiato il pasto: si registra un aumento medio del 52%.

Al termine dell’indagine è emerso che dal punto di vista psicologico il cibo modifica il nostro umore attraverso più percorsi.

Il primo è il percorso consolatorio: scatta un meccanismo adattivo quando ci sentiamo stressati o ansiosi o annoiati per trattenere il presente piacevole, in questo caso il godimento del cibo (fenomeno dell’ancoraggio).

Il secondo percorso si concentra sul rilascio di dopamina, innescato anche solo al pensiero del cibo preferito. La dopamina è un importante neurotrasmettitore della famiglia delle catecolamine, con una funzione di controllo su: movimento, cosiddetta memoria di lavoro, sensazione di piacere, ricompensa, produzione di prolattina, meccanismi di regolazione del sonno, alcune facoltà cognitive e la capacità di attenzione.

Terzo percorso passa attraverso due ormoni: grelina e leptina, detti ormoni della fame. Queste sostanze possono influenzare le nostre emozioni e guidarci anche nelle scelte alimentari: quando abbiamo fame ed il nostro livello di zucchero nel sangue è basso, risulta piuttosto difficile gestire l’umore e l’equilibrio emotivo.

Infine, ulteriori studi hanno dimostrato che un elevato livello di cortisolo, definito ormone dello stress, induce il desiderio di alimenti rassicuranti, in particolare quelli ricchi in grassi come con burro e olio.

Concludiamo con una curiosità; lo studio propone una graduatoria dei cibi da asporto preferiti basandosi sui punteggi di BMIS. Tra gli alimenti che inducono maggiormente la felicità (BMIS > 200) ci sono: hamburger, sushi, cibi molto speziati (cucina indiana, cinese e tailandese) e pizza.

 

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