Commissione Europea: report annuale RASFF con i dati del 2021

Il portale iRASFF ha registrato un incremento delle notifiche europee rispetto al 2020. Leggi l’articolo per un maggiore approfondimento.

La Commissione Europea ha pubblicato il report annuale 2021 delle allerte sanitarie registrate sul portale iRASFF; il portale, a disposizione di tutti gli Stati Membri dell’UE, funge da strumento di condivisione delle informazioni sulle non conformità alla normativa europea in ambito agroalimentare.

La piattaforma iRASFF è gestita dalla Commissione Europea, la quale monitora il flusso di segnalazioni di rischi e le non conformità rilevate e condivise da 3 enti specifici: RASFF, ACC e AFF; queste organizzazioni cooperano in sinergia e, insieme, fanno parte dell’Allert and Cooperation Network (ACN). Analizzando nel dettaglio gli enti sopracitati e le notifiche da essi pubblicate su iRASFF:

  • RASFFRapid Allert System for Food and Feed: scambia rapidamente informazioni su gravi rischi per la salute umana ed animale o per l’ambiente. Emette notifiche RASFF, attivate principalmente da un controllo ufficiale sul mercato e dai controlli interni delle aziende.
  • ACCAdministrative Assistance and Cooperation Network: tratta le violazioni, di natura transfrontaliera, della legislazione agroalimentare europea che non presentano a priori un rischio per la salute. Emette notifiche di non conformità per alimenti, mangimi e materiali a contatto con alimenti.
  • AFFAgri-Food Fraud Network: indaga per frode sospetta su una non conformità (individuata come pratica potenzialmente fraudolente o ingannevole). Emette notifiche di frode.

A livello europeo, nel corso del 2021 sono state registrate 4607 notifiche RASFF, 2290 notifiche di non conformità e 407 casi di sospetta frode non confermata. I dati hanno tracciato un andamento crescente rispetto al 2020, risultato dei controlli rafforzati alle frontiere dell’UE, una maggiore collaborazione tra i membri dell’ACN e le intense attività della Commissione Europea con i Paesi terzi interessati nella notifica. Il boom dell’e-commerce ha contribuito ad incrementare le segnalazioni, soprattutto per i materiali a contatto con gli alimenti e la categoria di alimenti dietetici, integratori alimentari e cibi fortificati.

Notifiche RASFF

Nel 2021 sono state 4607 le notifiche per rischi per la salute, a fronte delle 3783 del 2020, 4000 del 2019 e 3622 del 2018. Sul totale, 4102 sono state le notifiche riguardanti l’alimentazione umana (3490 nel 2020), 236 l’alimentazione animale (172 nel 2020) e 269 i materiali a contatto con alimenti (121 nel 2020); inoltre, sono stati registrati 53 incidenti, la metà dei quali per presenza di ossido di etilene.

Analizzando la tipologia di notifica, lo scenario si compone di:

  • 1455 segnalazioni di prodotti che rappresentano un grave rischio per la salute e sono stati ritirati dal mercato europeo (aumentate del 4% dal 2020);
  • 1457 border rejection: i prodotti sono stati bloccati ai controlli di frontiera europea e non sono stati immessi sul mercato;
  • 1004 information for attention: il rischio individuato non ha richiesto un intervento tempestivo perché era interno allo Stato Membro notificante o non era in commercio;
  • 672 information for follow up;
  • 19 notizie.

Il grafico Figura 1 illustra l’andamento nell’ultimo triennio delle notifiche RASFF solo per gli alimenti destinati all’uso umano. I residui di pesticidi sono stati il pericolo più segnalato, con un incremento del 61% rispetto al 2020: molto spesso questo problema è stato riscontrato in merci provenienti da Paesi terzi, in particolare dalla Turchia, ed è stato attribuito all’utilizzo di sostanze non approvate come clorpirifos e clorpirifos-metile (non rinnovati nel 2020) o non autorizzate come l’ossido di etilene (468 segnalazioni).

Figura 1. food hazard category 2019-2021 – RASFF notifications

 

Con 863 notifiche, il trend dei microrganismi patogeni è in leggera diminuzione negli ultimi anni (862 nel 2020, 928 nel 2019) ma rimane comunque una categoria di pericolo molto importante. La presenza di Salmonella è in cima alla classifica con il 73% delle notifiche trasmesse, rilevata nella metà dei casi in carne di pollame e prodotti a base di carne di pollame, nelle erbe e nelle spezie; a seguire Listeria monocytogenes 16%, Escherichia coli 6% e Norovirus 2%, ritrovati principalmente in prodotti di origine animale (Figura 2). Nel 2021 sono stati registrati 33 focolai di origine alimentare (foodborne outbreaks), causati da microrganismi patogeni (Salmonella, Listeria monocytogenes, Norovirus, Escherichia coli) e da istamina.

Figura 2. Pathogenic microorganisms in food – RASFF notifications

 

Le notifiche per presenza di micotossine (450 rispetto alle precedenti 423) si compongono di 399 casi di Aflatossine e 47 di Ocratossina A, per la maggior parte provenienti da respingimenti alla frontiera e rilevate nella frutta secca e nei fichi secchi originari della Turchia. Altre categorie di pericolo frequenti sono gli allergeni, gli additivi alimentari e gli aromi e la presenza di sostanze non autorizzate.

I dati sui mangimi sono rimasti stabili all’anno precedente: costituiscono circa il 5% del totale delle notifiche RASFF e quasi la metà sono state rilevate con un controllo aziendale. Non si può dire lo stesso per i materiali a contatto con alimenti, con 269 notifiche rispetto alle 121 del 2020, determinate soprattutto dalla presenza di sostanze non autorizzate e dalla migrazione di sostanze come ammine aromatiche primarie, melamina e formaldeide.

 

Notifiche di non conformità

Le segnalazioni di non conformità (2290) hanno riguardato per l’84% alimenti, 8% mangimi e 4% materiali a contatto con gli alimenti; le principali categorie di alimenti coinvolte sono frutta e verdura, alimenti dietetici, integratori alimentari e alimentari fortificati e carne e prodotti a base di carne. Le segnalazioni nascono specialmente da una composizione non conforme e da etichette o indicazioni errate (Figura 3).

Figura 3. Non-compliance notifications by non-compliance categories

 

Sospetta frode

Nel 2021 c’è stato un lieve aumento degli avvisi di sospetta frode (407, 349 nel 2020), casi non confermati che richiedono ulteriori indagini da parte dei Paesi interessati; la crescita dei dati è il risultato dell’intensificazione del piano di controllo alle frontiere dell’UE. Oltre la metà dei casi riguarda prodotti alimentari, seguiti dallo scambio illegale di animali da compagnia. Le indagini sono focalizzate su documentazione assente/falsificata/manipolata, errore di etichettatura (calata dal 2020), trattamento e/o processo non approvati, sostituzione/diluizione/aggiunta/rimozione nei prodotti e violazione dei diritti di proprietà intellettuale (IPR).

 

Per un approfondimento: 2021 Annual Report

Fonte:  Commissione Europea

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