Carne sintetica: cos’è, pro e contro

Excursus sulla carne sintetica, come si coltiva e alcuni aspetti negativi e positivi legati alla sua produzione.

Come si produce?

La carne sintetica, attualmente tema molto controverso, è una tipologia di carne prodotta in laboratorio, partendo da cellule animali.

La coltivazione di carne in vitro inizia con l’estrazione di cellule staminali da muscoli di animali adulti o da embrioni animali.

Successivamente, prevede il trasferimento di queste in un bioreattore (che simula le condizioni ottimali per le cellule), dove, grazie anche alla presenza di soluzioni di nutrienti formate da sieri derivanti da vitelli, crescono fino a differenziarsi in cellule muscolari. Da qui, le cellule muscolari iniziano a formare le fibre muscolari, che a loro volta andranno a formare il tessuto muscolare.

La durata e le condizioni del processo di produzione della carne sintetica vanno a influire sul prodotto finale.

 

Carne Sintetica:  è sicura?

In UE, la carne sintetica è considerata come un Novel Food, quindi dovrà sottostare alla procedura per la richiesta di autorizzazione dei “nuovi” alimenti, così come avviene per gli alimenti a base di insetti. Questa procedura prevede, tra le varie cose, anche che si dimostri che i nuovi alimenti siano sicuri per i consumatori, tanto quanto gli alimenti “tradizionali”. In ogni caso, essendo prodotta in un ambiente di laboratorio, gli standard di sicurezza sarebbero molto alti.

 

Pro e contro

Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, oltre all’aspetto visto sopra, essendo un prodotto coltivato in laboratorio, si ridurrebbe il rischio di zoonosi alimentari e non risulterebbe necessario utilizzare antibiotici.

Dal punto di vista ambientale, ci sono pareri contrastanti: se da un lato c’è chi dice che la carne sintetica porterebbe a un minore impatto sul consumo e inquinamento del suolo, dall’altro c’è chi si preoccupa dello smaltimento del siero animale utilizzato durante il processo produttivo.

Inoltre, secondo uno studio pubblicato nel 2019 su Frontiers in Sustainable Food Systems,  che considera il comportamento di metano e CO2 in atmosfera, in alcuni casi, la produzione di carne in vitro (che produce prettamente CO2), potrebbe avere un impatto addirittura più pesante rispetto alla produzione di carne tradizionale (che porta alla produzione, oltre che di CO2, anche di protossido di azoto e metano).

A livello etico, la produzione di carne sintetica porterebbe sì a evitare la macellazione di animali, ma allo stesso tempo è necessario l’utilizzo di siero fetale bovino per la creazione del terreno di coltura, comunque derivante dal settore della produzione di carne.

Dal punto di vista economico e sociale, invece, la diminuzione (o addirittura abolizione) degli allevamenti di bovini da carne comporterebbe la perdita di lavoro per tantissimi addetti che attualmente lavorano in questo settore. Altro aspetto da considerare è il costo per la produzione di questo alimento, che attualmente risulta proibitivo, anche se con gli anni potrebbe diminuire ad un livello accettabile e proponibile ai consumatori.

Non dimentichiamo poi gli aspetti culturali: la sostituzione della carne tradizionale con la carne in vitro porterebbe alla cancellazione di molte tradizioni gastronomiche locali.

 

Rimaniamo in attesa di prossimi aggiornamenti normativi, sia a livello europeo che italiano.

 

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