Autocontrollo dell’impresa alimentare? Meglio autovalutarsi prima del controllo ufficiale

[quote align=”center”]Pubblichiamo un’interessante e lodevole iniziativa del Dipartimento Funzionale area della sanità pubblica veterinaria e della sicurezza alimentare ULSS4 Alto Vicentino.[/quote] In uno studio sulle abitudini alimentari nel nostro Paese, pubblicato dal Censis nel 2015, il cibo è definito al centro della vita sociale degli italiani: salutare, divertente, relazionale, identitario, il nostro migliore ambasciatore nel … Continued

[quote align=”center”]Pubblichiamo un’interessante e lodevole iniziativa del Dipartimento Funzionale area della sanità pubblica veterinaria e della sicurezza alimentare ULSS4 Alto Vicentino.[/quote]

In uno studio sulle abitudini alimentari nel nostro Paese, pubblicato dal Censis nel 2015, il cibo è definito al centro della vita sociale degli italiani: salutare, divertente, relazionale, identitario, il nostro migliore ambasciatore nel mondo.

Ma la sicurezza del nostro cibo è anche un diritto primario da difendere e per tutelare questo diritto sono state elaborate delle norme, nazionali ed europee, che definiscono come si deve garantire la sicurezza alimentare nella complessa catena che va dalla produzione agricola al consumo, “dai campi alla tavola”, affidando precisi doveri e responsabilità a tutte le persone coinvolte in questo processo.

L’obiettivo principale di queste norme è quello di proteggere la salute umana mediante l’adozione di misure in grado di garantire la sicurezza degli alimenti nelle diverse fasi di preparazione, produzione, deposito, trasporto, distribuzione, immissione sul mercato, per arrivare fino alla loro fornitura o somministrazione al cliente-consumatore.

In particolare, l’articolo 5 del Regolamento (CE) n. 852/2004 “sull’igiene dei prodotti alimentari”, impone agli operatori del settore alimentare di predisporre, attuare e mantenere una procedura di controllo permanente basata sui principi del sistema HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points – analisi dei rischi e controllo dei punti critici).

L’inosservanza o l’inadeguata applicazione delle misure di controllo, oltre a mettere a rischio la salute dei consumatori, espone l’impresa a possibili richieste di risarcimento danni, a sanzioni amministrative o penali e può comportare una perdita d’immagine e di reputazione difficilmente recuperabile.

Per evitare inconvenienti è necessario quindi applicare un piano di autocontrollo basato sui principi dell’HACCP e garantire che tutto il personale, anche se impiegato temporaneamente o part-time, riceva una formazione specifica orientata alla diffusione di comportamenti igienicamente corretti, in base alle mansioni assegnate.

A chi ricopre il ruolo di Operatore del Settore Alimentare nel territorio dell’Alto Vicentino abbiamo dunque chiesto di dedicare un po’ di tempo e di attenzione per svolgere un esercizio di auto-valutazione mediante la compilazione di un questionario in versione stampabile e in foglio elettronico, inviato per posta elettronica certificata, al fine di verificare la conformità igienico-sanitaria delle attività svolte nella propria azienda.

Non è necessario che il questionario compilato venga restituito, ma può essere conservato e utilizzato come strumento per monitorare la conformità del proprio piano di autocontrollo e, ove risulti necessario, intervenire con azioni correttive che eviteranno, peraltro, di incorrere in sanzioni in seguito agli accertamenti che gli Operatori incaricati del controllo ufficiale dell’azienda sanitaria locale o gli agenti di altre autorità (NAS, Forestale, ecc.), potranno condurre in azienda.

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