Allergeni: come gestire la contaminazione accidentale (cross contamination)

[quote align=”center”]L’obbligo di evidenziare in etichettatura dei prodotti alimentari i possibili ingredienti allergenici ha creato notevoli difficoltà di gestione alle aziende alimentari soprattutto in tema di contaminazione accidentale o cross contamination.[/quote] L’etichettatura obbligatoria con l’evidenziazione degli ingredienti che possono causare allergie o intolleranze ha indubbiamente migliorato l’informazione e di conseguenza la sicurezza alimentare per quei … Continued

[quote align=”center”]L’obbligo di evidenziare in etichettatura dei prodotti alimentari i possibili ingredienti allergenici ha creato notevoli difficoltà di gestione alle aziende alimentari soprattutto in tema di contaminazione accidentale o cross contamination.[/quote]

L’etichettatura obbligatoria con l’evidenziazione degli ingredienti che possono causare allergie o intolleranze ha indubbiamente migliorato l’informazione e di conseguenza la sicurezza alimentare per quei consumatori sensibili a tali fattori.

Nel corso degli ultimi anni molti produttori hanno ricorso anche all’evidenziazione volontaria nel packaging di possibile presenza di allergeni dovuta a contaminazioni crociate che si possono verificare a livello di materie prime o di processi produttivi (etichettatura precauzionale). Questo atteggiamento da una parte è giustificato ai fini della sicurezza alimentare (tutela massima della salute del consumatore allergico e dell’azienda che non ha un pieno governo dei propri processi produttivi o il controllo delle materie prime), d’altro canto questa cautela non facilita la scelta consapevole dei consumatori allergici o intolleranti a determinate sostanze. Oltre a ciò l’attuale quadro legislativo Europeo non ha definito i livelli di proteina o sostanza allergenica all’interno di un prodotto o di una porzione di prodotto tali da essere considerati rischiosi per la salute dei consumatori sensibili.

Un corretto approccio deve sicuramente considerare i seguenti fattori:

  • conoscenza approfondita e qualificazione dei propri fornitori;
  • raccolta oggettiva di informazioni riguardo al rischio delle materie prime;
  • elaborazione di piani analitici puntuali ma sostenibili dall’azienda al fine di determinare la rilevanza per il prodotto finito della cross contamination derivante materie prime;
  • studio dei processi produttivi, valutazione delle precauzioni e delle attività messe in atto dall’azienda (es. pulizie) per evitare cross contamination.

Il nostro metodo rappresenta un approccio quantitativo basato su dati oggettivi, sulla quantità massima residua di allergeni dalle materie prime o dai processi di produzione.

In base a questi dati (quantità max allergene presente e i dati da bibliografia medico – scientifica), il metodo offre un valido strumento per compiere una scelta consapevole sulla dichiarazione o meno in etichetta della possibile contaminazione crociata da allergeni rispetto a quelli elencati nella lista ingredienti.

Per ulteriori informazioni ed approfondimenti non esitare a contattarci!

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